Sahara Race 2009
Ottobre 2009. Deserto Bianco, Egitto. 250 km in autosufficienza a tappe. Paolo è 1° assoluto.
La Sahara Race è una delle corse estreme più importanti nel mondo e la corsa più significativa del circuito "4 Deserts" di "Racing The Planet".
Sono 250km a tappe in autosufficienza. Significa partire e correre le 5 tappe (37.5 km,42 km, 44 km, 40.5 km, 87 km) vivendo solo con quello che contiene lo zaino. Lo zaino pesa dai 7 ai 10 kg con i quali il runner deve affrontare il White Desert, uno dei Deserti più temibili della terra. Le condizioni climatiche sono estremamente sfavorevoli per la vita, tanto che non si trovano nemmeno i piccoli cespugli che normalmente caratterizzano il deserto. Le temperature sfiorano 50 gradi e l’orizzonte è fatto di sabbia e dune. Qua ogni anno si corre Sahara Race, considerata uno dei grandi eventi di endurance dello sport mondiale. Ogni anno atleti di tutti i continenti si sfidano tra di loro e soprattutto sfidano il Deserto Bianco. Quest’anno atleti di oltre 30 nazioni hanno affrontato questa avventura. Per la prima volta la vittoria è andata ad un italiano: Paolo Barghini, esperto atleta di endurance che aveva già ottenuto grandi risultati in passato in molte gare estreme.
Paolo aveva partecipato alla Sahara Race già nel 2008, ed ha voluto farla anche nel 2009 per confermare la sua performance dell'anno precedente e perché no, per vincerla. Nel 2008 era arrivato 3° assoluto, ma avrebbe potuto mantenere la seconda posizione tenuta per quasi tutta la corsa se non avesse avuto qualche timore sul finire della tappa lunga.
Quest'anno una preparazione atletica e psicologica che si sono rivelate vincenti gli hanno permesso di andare in progressione di forma e di performance raggiungendo l'apice proprio nella tappa lunga, l'ultima e decisiva.
Di fronte a una competizione di questo genere, un atleta ha questi sogni: vincere una tappa, vincere la tappa più lunga, vincere un premio di categoria, e vincere la gara. Vincendo in modo entusiasmante l'ultima tappa, Paolo ha realizzato tutti i suoi sogni. Ma la vittoria di Paolo è maturata nel corso di tutta la gara.
La sua arma vincente è stata quella di fare la corsa non sugli altri ma su se stesso, laddove gli altri più temibili concorrenti, un gruppetto di atleti davvero formidabili, si sono dati battaglia tra di loro e si sono misurati essenzialmente a livello di tappa, cercando di vincere ciascuna di esse come se la gara finisse con la tappa. Questa strategia ha portato uno dopo l'altro i vari atleti a perdere lo stato di forma necessario per affrontare la tremenda tappa di 87 km che chiudeva la gara. Per primo è "saltato" il canadese Danis, che aveva vinto le prime due tappe, poi ha avuto una crisi l'austriaco Schiester nella terza tappa, dove il tedesco Frenz ha dato il massimo raggiungendo la prima posizione con un gran vantaggio sugli altri. Nella quarta tappa il tedesco Frenz non ha retto il ritmo che gli ha imposto l'austriaco Schiester, che ha vinto la tappa con uno sprint finale su Paolo. Intanto Paolo cercava di dosare gli sforzi in vista della quinta tappa, risalendo nel frattempo dall'iniziale 6° posto fino al 2°. Nell'ultima estenuante tappa, era lui il più in forma, e l'ha conclusa con qualche ora di vantaggio sul tedesco Frenz che era partito con un'ora di vantaggio su di lui. Il primo concorrente giunto dopo Paolo è stato lo spagnolo Silvestre che è giunto all'arrivo dopo 30 minuti e peraltro era già dietro a Paolo in classifica. Il risultato è stato una vittoria davvero esaltante e strepitosa sugli altri.
"Abbiamo gareggiato con una temperatura sempre sui 45 gradi. Il primo giorno è anche piovuto e questo fatto alquanto eccezionale nel deserto ha causato un aumento dell'umidità che rendeva la corsa ancora più difficile." Paolo non era partito in gran forma, non stava benissimo di salute. Durante la prima tappa ha perso di vista le bandierine che segnalavano il percorso e ha perso circa mezz'ora per ritrovare la strada giusta. Purtroppo i bambini nel deserto quando trovano le bandierine spesso le prendono come un gioco e senza le bandierine diventa davvero difficile trovare la strada visto che il paesaggio è soltanto sabbia. Paolo ha finito la tappa al 6° posto, a 50 secondi dal 5°. Nella mail del giorno, una di quelle che mandava ogni sera, scrisse che i primi tre erano irraggiungibili per lui nello stato di forma in cui si trovava, ma di certo quella mezz'ora persa così inutilmente non ci voleva. Intanto il canadese Danis, uno dei grandi favoriti della gara, vinceva la tappa e tutte le foto, i video e le interviste erano per lui. Paolo si stupiva nella mail del suo risultato, perché l'aveva già visto in Gobi e non gli era sembrato così eccezionale. Ma del resto aveva vinto Atacama Crossing quest'anno e intendeva replicare il successo in Egitto. "Quando ho visto l'americano superarmi, poco prima che sbagliassimo strada, ho notato che ansimava e mi sono chiesto come avrebbe potuto condurre una gara così difficile in affanno". La seconda tappa vedeva Paolo giungere al 5° posto in un percorso pieno di dune e un caldo tremendo. Molte persone camminavano e non riuscivano a correre per il gran caldo umido. Paolo percorre la tappa con lo spagnolo Silvestre, un altro favorito, che lo invita a fare la corsa insieme per risparmiare fatica ma poi lo ha attaccato sulle dune. E' giunto 3° ai campionati del mondo di corsa in montagna: sulle dune andava fortissimo. Paolo comincia però a comprendere che non è detta ancora l'ultima parola, nonostante il distacco dal canadese Mehmet Danis stia aumentando. Dirà poi che il canadese nonostante tutto non lo preoccupava. Intanto però sta notando che le calzature e le barrette che sta usando sono davvero ottime nonostante il mal di stomaco che lo sta torturando. L'integrazione, l'alimentazione e l'equipaggiamento in queste gare sono essenziali. Alla terza tappa Paolo decide di godersi lo spettacolo dei tre leader della classifica che battagliano tra di loro. Lui preferisce restare dietro senza prendere troppo distacco. Il primo a crollare è il canadese Danis, e la sua gara per i primi posti è finita. Vince la tappa l'austriaco Schiester, con Paolo al secondo posto. Scrive la sera: "Finalmente sono stato bene, ho trovato il mio ritmo e ho macinato i km come ancora non mi era riuscito. Sono partito prudente e ho spinto solo dopo il cp 2 . Ho ripreso i primi che erano in crisi e a quel punto ho spinto senza rischiare troppo. La pioggia che è caduta il primo giorno ha alzato l'umidità e con 45 gradi e la sabbia è un mix tremendo. Purtroppo non sono riuscito ad adattarmi al deserto abbastanza velocemente e le prime due tappe hanno compromesso la classifica finale." . Non era così. La crisi degli altri concorrenti sulle dune dove Paolo ha sempre corso con grande agilità, li avrebbe poi appesantiti anche nelle tappe successive. Nel frattempo alla fine della 3.a tappa viene controllato lo zaino ai primi dieci. A Paolo accadde anche lo scorso anno. Quest'anno vengono trovate irregolarità nello zaino dell'austriaco Schiester e dello spagnolo Silvestre, tra i primi in classifica.
La quarta tappa è da corridori. Paolo arriva di nuovo secondo, dopo aver percorso quasi tutta la tappa a fianco dell'austriaco Schiester, 3° vincitore di tappa in 4 tappe dopo il canadese Danis e il tedesco Frenz. Nell sprint finale ha pensato che fosse meglio risparmiarsi per la tappa del giorno dopo. Paolo comincia a sentirsi più forte degli altri, e scrive "peccato per i 30 minuti persi nella prima tappa altrimenti potrei anche pensare a vincere, ma meglio accontentarsi e non rischiare, il caldo è tremendo e la fame si fa sentire".
L'austriaco Schiester a fine gara in un'intervista dice che la lotta con Paolo è stata dura e che come aveva previsto, l'esito dell'intera gara si sarebbe deciso nella 4.a tappa. Sembra che già pensasse che il tedesco Frenz , ancora avanti di un'ora in classifica, non potesse vincere. E aggiunge "ma vediamo domani". L'indomani è il giorno della tappa lunga. Nel frattempo viene inflitta una penalità di mezz'ora all'austriaco Schiester e di 15 minuti allo spagnolo Silvestre. Paolo però non lo sa, e crede di essere ancora al 3° posto in classifica a 9 minuti dall'austriaco che è secondo. Invece affronta la tappa lunga al secondo posto. Percorrerà la tappa cercando di vincerla, essendo la tappa più prestigiosa e trovandosi in gran forma. Riesce a superare fin dai primi check point gli altri concorrenti, partiti di nuovo fin troppo di gran carriera. La tappa lunga sono 87 km di deserto intervallato da dune di sabbia morbida. I primi 15 concorrenti partono con 3 ore di ritardo rispetto agli altri. Il che rende la gara più bella per i concorrenti meno veloci che riescono in tal modo a incontrare e a correre con quelli che di solito sono sempre avanti a loro, ma rende più complicato capire le notizie che arrivano dalla gara perché l'ordine di arrivo ai cp è evidentemente da interpretare a seconda dell'ora di partenza. Paolo percorre un lungo tratto di gara con il tedesco Frenz, che alloggiava nella stessa tenda e al quale aveva dato anche dei consigli su come gestire la corsa. Racconta di averlo raggiunto al 30° km e di avergli chiesto perché avesse fatto una partenza così veloce pur avendo un'ora di vantaggio sul secondo (che non sapeva di essere lui). Quello aveva risposto che pensava così di guadagnare almeno altri dieci minuti a metà tappa per poi potersi gestire il resto della tappa e anche gli eventuali momenti di crisi. Paolo sentiva che il tedesco Frenz stava cedendo e ha deciso di attaccarlo intorno al 40° km, in un tratto di dune, alle ore 13, con l'aria infuocata. Gli è successo come con gli altri superati in precedenza: un attacco, un altro... voltandosi lo vedeva sempre più piccolo, finché intorno a sé c'era il nulla. Era solo, in testa alla gara. Ma ancora non sapeva che il suo distacco sarebbe stato così grande che oltre alla tappa avrebbe vinto la corsa. "Ho fatto un capolavoro. Non pensavo che si potesse andare cosi forte nel deserto. 87 km di sabbia con 45 gradi in 9 ore e 52 minuti. Una cavalcata fantastica attraverso il deserto nero. La strada mi è sembrata tutta in discesa."
Il leader del team Mixed Bag, Christian Stauffer, racconta "non ho mai visto nessuno correre nel deserto come Paolo, sembrava volare sulla sabbia ardente!!"
Il tedesco Frenz ha ceduto, nel tentativo di ridurre il distacco da Paolo. E così gli altri. A un cp qualcuno dice a Paolo che stava vincendo la gara, ma lui pensa a vincere la tappa, non pensa proprio alla gara. Si perde di nuovo, ma stavolta in 10 minuti ritrova la strada giusta. Per salutare degli amici concorrenti fermi a un cp situato in un'oasi, non si accorge che sta cadendo in un canale di irrigazione: si fa male, per un breve tratto ha un risentimento alla gamba. Nell'ultimo tratto di 4 km, fatto quando ormai era buio, ha visto una luce dietro a sé, pensava fosse la lampada del tedesco Frenz che lo raggiungeva. Era invece un giapponese del gruppo partito 3 ore prima, che ha corso per un po' con lui. Ha visto ancora un'altra luce sopraggiungere. Ma non c'era nessuno. Chissà quanti km indietro era quella luce: nel deserto di notte le luci distanti sembrano vicine. Paolo giunge al traguardo e gli dicono che ha vinto tutto, tappa e gara. Non ci crede. Si mette ad aspettare gli altri. Aspetta 10 minuti l'austriaco Schiester pensando ancora di essere stato dietro a lui di 10 minuti in classifica. Ma non arriva. Arriva dopo 30 minuti lo spagnolo, Silvestre, che però era comunque dietro in classifica. Dopo 52 minuti arriva l'austriaco. Il tedesco in crisi arriverà dopo 4 ore. Passata un'ora, ossia il distacco che aveva dal tedesco, Paolo capisce di aver vinto la Sahara Race 2009. Mary Gadams, patron della corsa lo incorona vincitore.“ Mai nessuno aveva corso una tappa di oltre 80 km nel deserto cosi velocemente. Una vera impresa quella di Paolo. Un fantastico corridore.” Il semplice commento di Paolo è stato: “Per me è un risultato meraviglioso che mi ripaga di tanti sacrifici e di tanta dedizione. Sono felice felice felice per me, la mia famiglia e i miei sponsor che hanno creduto in me”.
Racing The Planet sul suo sito web scriverà: "Ha vinto con un stile impressionante, aumentando costantemente il suo vantaggio nel corso della Marcia del Deserto Nero fino al traguardo sotto il vulcano estinto. Gli altri concorrenti, e tra loro i favoriti della gara, sono crollati uno dopo l'altro nel tentativo di riprendere Paolo. La cui performance in questa tappa è stata a un livello magistrale per una corsa estrema. Ha lasciato i suoi avversari nella polvere".
La sesta tappa è solo una parata sotto le Piramidi: Paolo corre per primo portando la bandiera italiana. Quando arriva, Christian Schiester, suo principale avversario, lo abbraccia. Per l'ennesima volta, suo malgrado, l'Italia ha battuto l'Austria. E anche la Spagna e la Germania. In questo piccolo grande campionato, l'Italia con Paolo è ancora campione del mondo!
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