Transahariana 2009  vai alle foto   la gara   
Cronaca di un disastro 
 
Algeria . Deserto dell'Hoggar. 270 km no stop in autosufficienza alimentare  ( e in totale stato di abbandono)  
Ho pensato molto a come raccontare questa mia avventura nel deserto algerino. Se iniziare dagli errori che ho commesso personalmente come quello di scegliere una gara ad una quota media di oltre 2000 metri o da come mi sono sentito in mano ai  pirati che ti trascinano nella loro isola in mezzo al nulla. La cronaca della gara la voglio iniziare quando all’aeroporto di Parigi Orly imbarcandomi vedo un cumulo di non grandi e sudice tende. Le impressioni che scambio con gli altri partecipanti alla corsa sono varie. Sono le tende per dormire ai Cp o come io avevo previsto sono invece il nostro campo base? L’arrivo in Algeria è incredibile: la polizia di frontiera algerina fa controlli su tutto: documento e visto, dichiarazione per l’ immigrazione, dichiarazione dei beni che possiedi …tanto per capirci vogliono sapere il nome di tua madre e quello dei tuoi parenti più o meno vicini che fai dove dormirai etc etc. Se in Italia chiedessimo a chi transita tutte queste cose non verrebbe nessuno……per far uscire dall’ aeroporto 100 persone hanno impiegato 3 ore!!!! Alla fine raggiungiamo l’isola dei pirati: dopo un viaggio di oltre 10 ore tra volo dogana e scassatissima land cruiser arriviamo in mezzo al nulla. Altro che campo base! Siamo in mezzo al deserto e nessuna tenda: mi consegnano una delle luride tende e mi dicono di montarmela. Mi chiedo, tra poco mi daranno anche la pala per scavarmi la fossa? Ma poi capisco che per tentare di uccidermi si sono presi tempo. Prima cercheranno di ammazzarmi facendomi correre 270 km nel deserto nel totale abbandono. 
Una disorganizzazione assoluta, questo è quello che devo affrontare. Mi rendo conto del pressappochismo immediatamente. Ho troppa esperienza per non capire subito tutto. Eppure mi avevano parlato bene di questa organizzazione. Ma una cosa è organizzare una gara a tappe dove devi gestire 40 km al giorno e una cosa è gestire una gara di 270Km no stop. Non esistono telefoni satellitari né radio per tenere i contatti tra i vari Cp , quindi il cp successivo non saprà mai , cosa indispensabile in questi casi, quando arriverai e in caso di bisogno non verrà a soccorrerti nessuno, cosa puntualmente avvenuta varie volte (un atleta è rimasto abbandonato nel deserto per un giorno intero prima che qualcuno si muovesse a cercarlo!). Un solo medico per 270 km impervi …a meno che non si vogliano considerare medici, come hanno preteso di farci credere, degli infermieri poco professionali. Un’ assoluta scortesia da parte degli addetti ai vari cp tanto che durante le ore notturne se ne stavano ben tappati in tenda…..poverini faceva un freddo cane!!!! Insomma un disastro!!! 
Cerco di non pensare a tutto ciò e a concentrarmi sulla gara, ma si fa fatica. Non c'è il clima dell’EVENTO, a cui ero abituato nelle altre gare, ma sembriamo 4 gatti che per risparmiare fanno campeggio non autorizzato. 
La mattina alle 8 e 10 …..perché l’orologio del pirata va indietro di dieci minuti ma quella è l’ora ufficiale della corsa, partiamo. I primi 40 km sono sulla sabbia. Immediatamente mi trovo davanti con il belga Wouter che poi vincerà la gara e con l’atleta algerino. Andiamo di conserva senza spingere. Al primo pc non mi fermo: giusto il tempo di rabboccare le borracce. Dopo pochi chilometri mi trovo da solo e mi rendo conto delle difficoltà di orientamento che mi aspettano: poche segnalazioni, nessuno lungo il percorso.  Sono costretto a tornare indietro di quasi un km non essendo sicuro del percorso. Vengo raggiunto dall’atleta belga e decido di andare con lui in modo da essere certo del percorso. Al secondo pc arriviamo assieme, mangio qualcosa. Decido di rallentare un po’ il ritmo, sono le ore più calde del giorno e voglio gestirmi . La corsa è molto lunga e avere Wouter davanti come punto di riferimento mi conviene . Il percorso inizia a salire con saliscendi impegnativi. Arrivo al cp3, sono passati 60 km . Mangio qualcosa, mi offrono un tè, mi riposo e mi cambio le calze. Il tutto come programmato. Dopo pochi km la prima sorpresa di questa corsa: un temporale violentissimo con venti incredibili mi coglie in mezzo al deserto. Sono fradicio, spero che le cose nello zaino non si bagnino. Ma ho cambiato le calze e fino al 120km, al cp5 non potro cambiarle. Che sfortuna!!!! Come se questo non bastasse durante il temporale perdo le compresse di sale….ma di questo mi accorgerò solo più tardi. Un bel momento vedere l’arcobaleno nel deserto..ma sono fradicio e il vento sferzante mi fa sentire il freddo. Per fortuna siamo nel deserto e appena passata la tempesta mi asciugo. Sopraggiunge la notte e arrivo al Cp 4 90km. Poco prima del cp trovo un paio di fuoristrada degli organizzatori che mi dicono vai tranquillo il percorso è tutto segnato…mi renderò conto solo in seguito che in realtà sono in affanno perché pensavano che avremmo messo molto più tempo  a giungere li. In effetti devo arrivare al cp5 quasi a tentoni, altro che percorso ben segnato!.. Pochissimi segnali lungo il percorso. Scopro di essere primo! L’atleta belga si deve essere fermato lungo il percorso a dormire. Mi fermo anch’io ..decido di aspettare la luce del giorno. Mi rendo conto che i 2300 metri di quota mi fanno fare molta più fatica del previsto e decido di cercare di gestire la parte di gara che si svolge sull’altopiano dell’Akarakar. La mattina riparto con calma. Questo tratto di percorso è segnato ancora peggio del precedente e ne pagherò le conseguenze in seguito. Sono in terza posizione a ridosso dei primissimi ma mi va bene cosi. Aspetto che la quota scenda per spingere di nuovo. Arrivo al Cp 8 intorno al 180 km che sta facendo notte. Mi attardo ad infilarmi i pantaloni lunghi perché la notte si preannuncia fredda e al momento di ripartire……mi perdo. Manco una delle rare bandierine e ……sono perso nella notte nel deserto. Mi viene l’angoscia: ogni minuto che passa i miei avversari si allontanano inesorabilmente. Alla fine dopo aver vagato per tre ore e più sono costretto a tornare indietro. Nel frattempo ho chiesto soccorso ma non ho visto nessuno. Torno al Cp7 sono distrutto …e inizio a stare male. Non riesco più ad alimentarmi .Riparto insieme a due atleti che nel pomeriggio avevano da me quasi 40km di ritardo….che rabbia!!! La mia gara per i primi posti è finita!!! E il tutto perché ho saltato una bandierina sporadica nel buio della notte! Sono talmente distrutto che non riesco neppure a tenere il loro ritmo e sono costretto a lasciarli andare. Arrivo al cp9 con i crampi alle mani….è iniziata la mia lunga agonia. Incontro il mio amico Giuliano che si è ritirato subito….beato lui!!. Cerca di farmi mangiare  qualcosa ma non riesco. Da li in poi tutto diventa un incubo. Tra il cp 9 e il cp 11 (il cp10 non esisteva) mi butto in terra lungo il percorso e dormo in uno stato comatoso. Riparto e arrivo al cp 11 la sera 25 in nove ore. Ma il peggio deve venire. Non riesco a mangiar nulla …vengo superato da tutti i concorrenti anche quelli che come me si erano persi…gli ultimi 20km sono la sintesi della mia gara. Accompagnato dai componenti dell’organizzazione in fuoristrada mi perdo di nuovo…nemmeno loro coi fari accesi riescono a vedere il percorso segnato…da loro stessi!!! Incredibile. Arrivo…….io sono distrutto….ma che desolazione!!! Il campo è un’altra isoletta dei pirati!!! Siamo nel nulla…ma come in ogni isola dei pirati l’unica cosa che non manca è il rum…..anzi il patisse e il whiski. Niente doccia, noi siamo uomini veri!!! Sporco e distrutto mi butto in tenda……mi offrono una birra….scaduta!!!!